divine | matia chincarini 2008 | video 01'51" | ricamo su seta 70 x 70 cm.  

divine
La voce della Callas eleva lo spirito. I mezzi del video e del ricamo, in dialogo tra loro, incarnano la pittura in questo e nel successivo lavoro. Un gesto rituale che accompagna la crescita spirituale. Un gesto inutile quanto prezioso. Chi non ha mai passato il tempo a compiere gesti ripetitivi e catartici come tracciare segni su un foglio parlando al telefono? Il movimento senza senso attraverso la sua plasticità spettrale toglie il tempo. Il suo preziosismo lo rende lirico. Il ricamo e la seta, mascherandosi da pittura, cristallizzano il momento metafisico. Il gesto inutile. Tanto inutile quanto prezioso. Chi non ha mai passato il tempo a compiere gesti inutili, ripetitivi ma catartici

il cerchio
Il cerchio come uno e tutto, come creatore. Il cerchio è. Lui è il nostro centro. E' anche una massa di materia, è la morbita sfericità di un seno. Ricorda la mamma, la nascita, il bianco latte e poi anche il rosso sangue. Perchè non non c'è vita senza morte e senza morte non c'è vita. Per vivere bisogna cibare il proprio corpo, la nostra anima e il nostro spirito. Mangiare , esofagizzare. Le cellule/biglie. Risputare, far uscire, soffiare il fiore dopo averlo mangiato, trasformato. Ecco nuova vita Il circolo è anche ipnosi. Girare fino aperdere i sensi.Andare in un' altro mondo, un' altra dimensione. Come il mondo dei sogni. Tanto reale quanto questa realta chiamata oggettiva, forse piu' reale. E non è solo sognando che si esce da se stessi ma anche contecniche e rituali. Dallo sciamanesimo all' uso di sostanze alteranti, dalla fede alla violenza. In qualsiasi maniera vogliamo uscire da noi. Anche con un gioco. Ed è questo uscire che ci porta ad esplorare nell'oltre nuove sensibilità. La percezione ci regala magie dove un semplice gesto diventa poesia: nuovi sentimenti eccezionali se vogliamo usare un termine magico.

memoria del giuoco
Ci ricordiamo dei giochi per dimenticare; per non scordare lo spirito del fanciullo che v' è in ogn' uno di noi. Giochiamo da piccini per istinto, per necessità come l' arte da grandi. Giochiamo per distrarre la mancanza d' amore. Giochiamo per dimenticare la troppa serietà, per essere leggeri. Cerchiamo di essere leggeri ogni tanto perchè tutto attorno a noi è pesante. Studiare questa sfera ludica che rivela risvolti emotivi, psicologici e magici. Sentirla, capirla attraverso linguaggi plastici, pittorici e dell' immagine.