la ballata del famoso poeta hafez | matia chincarini 2009
| video 01'22" | flip book di 17 pagine 15 x 7 cm.
 

la ballata del famoso poeta hafez
gestualità spirituale decontestualizzata, estraneizzata e poi dissacralizzata come uno scherzo non troppo ridicolo perchè avviene attraverso una musica blues(come viene rivelato nella seconda parte, mentre nella prima è la stessa al contrario). e si tratta pur sempre di anima, anche se spostata in altri luoghi e tempi. l'opera pittorica è un libretto di 17 frame con inserti dorati che sfogliando crea una sorta di animazione. ritorna il tema del cerchio, del girare su se stessi. per altri motivi, meno ludici ma che in fondo sono sempre gli stessi: quelli di uscire da se attraverso un qualche tipo di rito più o meno serio, più o meno mistico.
il cerchio
Il cerchio come uno e tutto, come creatore. Il cerchio è. Lui è il nostro centro. E' anche una massa di materia, è la morbita sfericità di un seno. Ricorda la mamma, la nascita, il bianco latte e poi anche il rosso sangue. Perchè non non c'è vita senza morte e senza morte non c'è vita. Per vivere bisogna cibare il proprio corpo, la nostra anima e il nostro spirito. Mangiare , esofagizzare. Le cellule/biglie. Risputare, far uscire, soffiare il fiore dopo averlo mangiato, trasformato. Ecco nuova vita Il circolo è anche ipnosi. Girare fino aperdere i sensi.Andare in un' altro mondo, un' altra dimensione. Come il mondo dei sogni. Tanto reale quanto questa realta chiamata oggettiva, forse piu' reale. E non è solo sognando che si esce da se stessi ma anche contecniche e rituali. Dallo sciamanesimo all' uso di sostanze alteranti, dalla fede alla violenza. In qualsiasi maniera vogliamo uscire da noi. Anche con un gioco. Ed è questo uscire che ci porta ad esplorare nell'oltre nuove sensibilità. La percezione ci regala magie dove un semplice gesto diventa poesia: nuovi sentimenti eccezionali se vogliamo usare un termine magico.

linguaggi: video e pittura
il mezzo della video-art come filtro per arrivare a tutti gli altri linguaggi dell'arte.
il video e l'immagine in movimento sono un mezzo che comunica nel presente.
il video va a veicolare dei linguaggi che possiedono più memoria e più valore: a partir dalla pittura, poi alla scultura, il disegno, l'acquarello, la fotografia, la stampa e il ricamo e qualsiasi altro segno che ricordi la pittura
essa come valore più alto che fa parte di un'arte introspettiva, meditativa; un riflesso di ciò che il fruitore può vedere in se.
al contrario il video avendo con se i linguaggi del cinema della televisione, della pubblicità e del video in qualsiasi forma si impone al fruitore perchè abituato a riceverlo e conoscerlo.
la gente ha bisogno di un ponte: esso è costituito dal video che permette al pubblico di passare dal video-immagine in movimento al gesto pittorico creando nel passaggio uno spazio-tempo mentale analitico, percettivo ed emozionale che favorisce l'introspezione e metabolizzazione dei contenuti plastici.
Un mondo delle arti che usa la potenza del gesto e la sua lunga storia.
Dall'immagine morta del cinema alla viva realtà dell'oggetto pittorico.si trasforma il segno.
schizzi
i video e la pittura si cristallizzano come schizzi: preparazioni, progetti.
lo studio per cominciare a dare forma ad un'idea rimangono imprigionati all'idea di appunto che è opera compiuta. è voler mostrare il disegno, la struttura in un'opera partita e finita dal suo inizio.
il lavoro non rimane solo una bozza perche subisce un percorso di studio e di formazione teso a ricominciare dal principio. è la ragione per cui tutti i video vanno in loop: si svolgono all'infinito perchè è un circolo, ciclo che non si chiude e non finisce mai.