la polka dei cocai | matia chincarini 2009 | video 02'46" | olio su tavola 50x38cm.  

polka dei cocai
tema più leggero a prima vista. uccelli appoggiati ad un'argine di un fiume che non vediamo. la loro attesa diventa una danza che però diventa senza sosta perchè snatura il loro istinto. essi non hanno la volontà di migrare per raggiungere i loro luoghi naturali e si adattano alla vita di città solo per la pigrizia di ottenere del cibo facile da parte dell'uomo. é l'uomo stesso che danza

esplora giocando
Del suo lavoro ci ha affascinato l’uso eccentrico e sperimentale dei materiali e della gestualità creativa. I concetti insiti nella sua opera sono immersi nelle varie tecniche espressive adoperate, come una sorta di catarsi dalla quale emergono di volta in volta impressioni sfaccettate delle idee di gioco, di peso e della sottomissione esistenziale. Dal video alla pittura, dalla vernice alla stampa, dalla carta all’acciaio, dalla sabbia agli acquerelli, dal disegno al collage, Matia esplora giocando, alla ricerca di un’empatia tra il materiale, l’azione creativa e l’idea;

Un’opera veramente tridimensionale, creatrice di sintesi emozionali. Essa esprime malinconia, rimanda a reminiscenze passate ma di un passato onirico; al suo interno è ravvisabile un tempo non misurabile, uno stato di coscienza, un’extensio animi, scandita dall’illimitato loop che riavvolge il video. Le musiche viscerali, la stessa schizzofrenia dei materiali e delle tecniche offrono visioni di luoghi sospesi tra desiderio giocoso e depravazione. C’è una spiaggia freddissima su sfondo metallico, c’è un mare che non rappacifica gli animi ma che ci turba, c’è un accostamento di colori ludico e fuori luogo. Il tutto da l’idea di un gioco perverso, indecifrabile che è meglio non tentare di nominare.
L’arte di Matia è consapevolmente contrastante e complessa, così come ciò che intende trasmettere e la scelta dei mezzi usati per esprimerlo. Ma questa matura complessità, alla fine, diventa il modo migliore per spiegarci quella sensazione surreale, tra sogno e realtà, nella quale i desideri infantili e giocosi si vengono a scontrare con la crudeltà della realtà e la maturità. Il bisogno degli adulti di giocare nella realtà è destinato al fraintendimento e alla riprovazione. Matia lo va a ricercare in altre dimensioni, attraverso le sue stelline, che gli permettono di trasmutarsi da un luogo ideale ad una altro, da una tecnica all’altra. A contatto con la realtà il risultato che ci offre è disillusorio e zeffirelliano, una manciata di malinconia per ciò che è andato perduto e non si può più recuperare nella sua purezza, se non in sogno o nello stordimento di una capriola.