sacchi alchemici | matia chincarini 2007 | video 01'25" |
transfert, ricamo e foglia d'oro/argento 27 x 27 cm. cad.
 

sacchi alchemici
Il corpo e la sua dimensione simbolica. Questo è il senso del lavoro di Matia Chincarini, giovane artista veronese, che osserva le nuove generazioni come se fossero angeli. Sono corpi nudi sottratti all’effimero del contemporaneo e proposti come fonti di coscienza. Una stella collocata vicino al cuore o alla gola, sulla fronte, ci comunica immediatamente l’apertura simbolica al mondo di quel corpo. Non vittime della storia ma forza di consapevolezza così come lo sono i gesti rituali che accompagnano la crescita spirituale. Sono pellegrini erranti, corpi che si muovono nel mondo ognuno con un proprio sacco. Nella psicanalisi questo simboleggia l’inconscio, il luogo nel quale rinchiudiamo i nostri dolori, e che, a seconda della pesantezza, ci permette o meno una certa mobilità nella vita. I sacchi di Matia sono sacchi alchemici, dei calderoni, crogiuoli per la trasformazione nella dualistica presenza dell’oro o dell’argento, di sole e luna. Ogni corpo si trova costretto a pose scultoree di adattamento a questi destini esistenziali in trasformazione. Nadia Melotti lavoro in continua mutazione in base al luogo. l'idea è ripercorrere le posizioni dei pellegrini compenetrando nelle loro anime facendole muovere nello spazio fisico attorno al luogo espositivo attraverso il mio corpo. esso è la prima idea di pellegrino nata intimamente in base al mio percorso personale. in questo video, terzo della saga percorro le vie di bruxelles ne pressi e all'interno della galleria manart. lavoro che si stacca dall'idea del gioco. si presenta meno ironico, più asciutto ma sempre legato ad un discorso esistenziale e più compenetrante ad una fisicità dei corpi e del luogo.

linguaggi: video e pittura
il mezzo della video-art come filtro per arrivare a tutti gli altri linguaggi dell'arte.
il video e l'immagine in movimento sono un mezzo che comunica nel presente.
il video va a veicolare dei linguaggi che possiedono più memoria e più valore: a partir dalla pittura, poi alla scultura, il disegno, l'acquarello, la fotografia, la stampa e il ricamo e qualsiasi altro segno che ricordi la pittura
essa come valore più alto che fa parte di un'arte introspettiva, meditativa; un riflesso di ciò che il fruitore può vedere in se.
al contrario il video avendo con se i linguaggi del cinema della televisione, della pubblicità e del video in qualsiasi forma si impone al fruitore perchè abituato a riceverlo e conoscerlo.
la gente ha bisogno di un ponte: esso è costituito dal video che permette al pubblico di passare dal video-immagine in movimento al gesto pittorico creando nel passaggio uno spazio-tempo mentale analitico, percettivo ed emozionale che favorisce l'introspezione e metabolizzazione dei contenuti plastici.
Un mondo delle arti che usa la potenza del gesto e la sua lunga storia.
Dall'immagine morta del cinema alla viva realtà dell'oggetto pittorico.si trasforma il segno.